SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA CAMPO DEL...
SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA CAMPO DEL...

SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA CAMPO DEL SOGLIO 2021 Selva Capuzza

Podere Selva Capuzza

Selva Capuzza
San Martino della Battaglia - Desenzano (BS)

Non disponibile
16,00 €
Tasse incluse

 
Il vino interrogativo

Prodotto dalla vinificazione di uve Tocai, il San Martino della Battaglia è stata una doc a fortissimo rischio di estinzione ed è ancora oggi una delle Denominazioni di Origine più piccole in Italia.
 
Selva Capuzza produce il San Martino della Battaglia da quando esiste.
Campo del Soglio nasce nel 1988 proprio con l'intenzione di salvare questo vino dall'oblio producendolo al massimo livello qualitativo possibile, esprimendo il meglio delle sue potenzialità.
Nel 2008 la Comunità Europea vieta l'uso del nome Tocai riservandolo al Tokaji prodotto in Ungheria. Per questa ragione sono quindi stati privati di dare un nome all'uva dalla quale viene prodotto un vino che ha radici profonde, in una Doc dalla stessa età del Lugana.
Questo è il motivo per il quale, dalla annata 2007, un punto interrogativo domina la retroetichetta.
 
Questo vitigno senza più un nome è caratterizzato da una notevole fragilità: buccia sottile, bassa acidità e breve curva di maturazione lo rendono un esigente di cure e avido di attenzioni. Questi stessi aspetti si ritrovano durante la sua vinificazione e molto probabilmente rappresentano uno dei motivi che hanno portato l'abbandono quasi totale di quest'uva da parte di molti produttori.
Dal punto di vista produttivo la vigna deve essere tenuta ad una resa produttiva molto bassa, quasi la metà di quella consentita dal disciplinare.

Le uve vengono raccolte a mano, condotte in cassette verso la cantina dove vengono pressate a soffice; il mosto viene immediatamente abbassato in temperatura e protetto in vasche in acciaio.

Viene messo in bottiglia tra la primavera e l'estate, dopo un paio di mesi di affinamento può essere commercializzato.
Campo del Soglio è un vino in cui eleganza e finezza sono i due elementi di maggiore spicco.
Non è un vino per chi cerca potenza o sensazioni immediate, è un vino da ascoltare, un vino lento, timido.

Non è nella forza ma nell'ampiezza che si esprimono i suoi profumi, tenui ma nitidi e chiari, tra il timo e la camomilla, a volte più floreali, altre più vegetali.
 
La finezza all'olfatto diventa eleganza per il palato, pulizia e linearità; il calore e la sensazione di densità sono presenti ma nello stesso tempo non ingombranti, rimangono leggere in un retrogusto ammandorlato.

Si chiude lasciando la bocca pulita, con il ricordo di una sapidità equilibrata e sottile.

Ha una evidente evoluzione nel bicchiere, beneficia dell'ossigenazione quasi come un vino rosso e come questo non teme l'alzarsi della temperatura, che lo lascia svelare tutta la sua complessità al gusto.
 
Slow Food lo ha considerato uno dei 270 migliori vini bianchi "quotidiani" italiani. Ha guadagnato 2 bicchieri di Gambero Rosso e copioso spazio dedicatogli dalla maggiore stampa nazionale.
Tipologia di vino
Vino bianco fermo
Filosofia di produzione
Viticultura ragionata
Regione
Lombardia
Zona di produzione
Lago di Garda - Valtenesi
Uve
Tocai
Gradazione alcolica
13,00% vol.
Nazione
ITALIA
Formato
0,75 L
Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
717

Il terreno è formato da un alta percentuale di argilla e, caratteristica di questa zona più elevata, da una ricca presenza di sassi. La posizione elevata tra i 50 ed i 70 metri sul livello del lago ( che si trova a 50 metri sul livello del mare) permettono ai vigneti di ottenere una buona ventilazione che aiuta a mantenere basso il livello di umidità e di conseguenza riduce al minimo la necessità di trattamenti di protezione. Dal punto di vista ambientale la zona è un parco di grande bellezza, ricco di vegetazione ed immerso nei vigneti, è una zona ancora oggi dedicata all'agricoltura, grazie alla quale mantiene l'identità del luogo. Selva Capuzza è stata una delle prime aziende agrituristiche ad ottenere la chiusura alla caccia. Questo ha consentito uno spontaneo ripopolamento di diversi animali selvatici tra cui lepri, volpi, civette, gufi, poiane, upupe, fagiani... Da quando l'azienda Hirundo passò di proprietà della famiglia Formentini, attiva dal 1917 nella vitivinicoltura, fu cambiato il suo nome con l’attuale Colli a Lago. Da allora le Cantine Colli a Lago guidate da Vincenzo Formentini – enologo di scuola albese - firmarono alcuni momenti importanti dell'enologia della zona: lo sviluppo degli spumanti ottenuti con il vitigno Lugana, l'ideazione di un vino da fine pasto ottenuto con il vitigno Tocai, che portò fino alla Doc San Martino della Battaglia "Liquoroso", la fiducia data alla produzione di Lugana in purezza e la riscoperta del Tocai (sempre della Doc San Martino della Battaglia) attraverso lo studio e la selezione clonale del vitigno.

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