FRIULANO 2022 FERLAT
FRIULANO
Friulano 100%
Questo vino è a base di uve friulano (tocai). Viene vinificato tramite diraspa-pigiatura, macerazione del mosto con le bucce (24 -48 h) e poi pressatura soffice. La fermentazione alcolica che si innesca utilizzando i lieviti presenti sulle bucce in vasche in cemento a temperatura controllata; successivo affinamento ed elevaggio con batonnage periodico delle fecce nobili fino a poco prima dell’imbottigliamento ; fermentazione malolattica naturale e svolta totalmente.
Il colore è giallo paglierino intenso dorato con leggeri riflessi verdi. Aroma floreale -gelsomino e olea fragrans su tutti- e fruttato con una nota tipica che ricorda il profumo della mandorla amara, ma nel quale si perdono infiniti sentori vegetali. Al gusto spicca una ricca vena minerale e una gran morbidezza di sapore; rotondo, ampio, vellutato, piacevole da bere con un rapporto bilanciatissimo tra acidità e suadenza.
- Tipologia di vino
- Vino bianco fermo
- Filosofia di produzione
- Biologico certificato
- Regione
- Friuli - Venezia giulia
- Zona di produzione
- Friuli Isonzo
- Uve
- Tocai Friulano
- Gradazione alcolica
- 13,00% vol.
- Nazione
- ITALIA
- Formato
- 0,75 L
- Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
- Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
FERLAT SILVANO - Cormons
In origine l'azienda coltivava 5 ettari tutti nella zona della DOC Isonzo, ma su due tipi diversi di terreno: a ridosso delle alture del Collio abbiamo terreni dalle caratteristiche più simili a quelli di collina e per questo dedicati ai vitigni a bacca rossa, mentre nella parte più pianeggiante e ghiaiosa sono coltivate le varietà a bacca bianca. A questi terreni si è aggiunto un vigneto di pinot bianco nella zona del Collio, a dimostrazione della ricerca costante della sfida. Il pinot bianco è una varietà che richiede un’attenta gestione in vigna e la giusta interpretazione nel momento della vinificazione. Moreno Ferlat e Federica Tabacchi sono partiti da un’azienda storica familiare e, attraverso un’opera di supporto e confronto con la tradizione contadina, sono arrivati alla coltivazione biologica, alle macerazioni tradizionali del pinot grigio e della malvasia istriana, ai lieviti indigeni, alle selezioni massali... Così si fanno i vini di terroir!