MONTEPULCIANO D' ABRUZZO BIO 2020 AMOROTTI
MONTEPULCIANO D'ABRUZZO
Montepulciano 100%
Il vino, secondo noi, è la visione del produttore, e Gaetano è un chiaro esempio di questo: il suo approccio poco interventista in cantina si basa su un'unica premessa: uve belle, da vigneti vocati. Questo è l'incipit per capire questo Montepulciano. Il resto della storia si scrive da sola: fermentazioni spontanee e affinamento in legno. Sono i lieviti indigeni, quelli che vivono in cantina e che arrivano con l'uva, il vero fulcro di questo Montepulciano. Il risultato? Un vino che gioca tra la frutta e la spezia, tanto che a volte ti sembra pronto da bere, altre volte intuisci che ha ancora molto da dare. Un attimo leggiadro, un altro complesso, ma sempre infinito..
- Tipologia di vino
- Vino rosso fermo
- Filosofia di produzione
- Biologico certificato
- Regione
- Abruzzo
- Zona di produzione
- Colline pescaresi
- Gradazione alcolica
- 13,50 % vol.
- Nazione
- ITALIA
- Formato
- 0,75 L
- Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
- Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
AMOROTTI
Gaetano Carboni è l'artefice, dal 2016, della rinascita della cantina Amorotti, attiva a Loreto Aprutino sin dal 1800 ma chiusa da ben 25 anni.
Potrebbe sembrare la bella storia delle vigne del nonno recuperate, ma fortunatamente è molto di più. Da un lato c’è il valore culturale di voler recuperare il palazzo e la cantina per farla funzionare come in origine, sia per ripopolare il centro di Loreto e le attività, sia per la ricerca di una codifica di un metodo di produzione tipico di Loreto. Dall’altro lato, c’è la volontà di riscoprire le proprie radici, riprendendo in mano l’attività di famiglia (da parte della nonna).
Lo stesso Gaetano è il fondatore del centro culturale rurale Pollinaria, e la sua famiglia ha riportato in vita un opificio oleario creato negli anni Ottanta del XIX secolo da un proprio avo, trasformandolo in un museo dell’olio.
È all’interno di questa visione che, coadiuvato dalla scompagna e sommelier Hela Bonaci, è nato il progetto di produzione vinicola. L’idea non era solo quella di fare un vino come una volta, ma di capire quale fosse l’intervento dell’uomo per guidare la fermentazione verso un vino espressivo. La prima fase si è concentrata sul restauro della vigna, convertita in biologico, e successivamente è stata codificata la metodologia di vinificazione tipica di Loreto. Niente tecnologia, fermentazione spontanea e tutto sempre in botte di legno.
La questione dei lieviti spontanei non è un vezzo alla moda, ma lo strumento che dà al vino un’espressione caratteristica. E così, i vini, dalle mille sfaccettature, sono profondi e variegati, ma di grande carattere. Gaetano non ha dubbi: il merito è del patrimonio di lieviti.
Noi crediamo che molto dipenda anche dall’ampia visione del produttore, che pensa il proprio lavoro tra storia e conoscenza scientifica.
