Elenco dei prodotti per la marca Amorotti

LORETO APRUTINO
Se in Abruzzo ci fossero i Cru, il paese di Loreto Aprutino sarebbe un Grand Cru.
Qui infatti tutto coincide: suoli, clima e persone. Diviso in diverse contrade, che non sono altro che dei naturali terrazzamenti che si affacciano sul fiume Tavo, Loreto Aprutino dà le spalle alle montagne del Gran Sasso e della Majella, aprendosi verso il mare Adriatico. Il suolo di Loreto Aprutino è prevalentemente profondo, di origine marina, tendenzialmente sabbioso, con una presenza di calcare attivo, ideale per produrre vini longevi. Questo territorio ha una storia enoica antica, come spesso accade in Italia, ma è quella più recente del dopoguerra a averlo portato alla ribalta, grazie a una famiglia pioniera della viticoltura italiana: la famiglia Valentini.
Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, negli anni ’50, Edoardo Valentini prese in mano la gestione dell’azienda agricola di famiglia. Grazie al suo carattere carismatico e alla vasta conoscenza del territorio, iniziò a produrre vini di alta qualità, con passione e dedizione nella sperimentazione di varietà autoctone come il trebbiano e il montepulciano, che, secondo lui, avevano la capacità di esprimere grandi sensazioni. Le sue intuizioni, basate sulla selezione delle migliori uve prima della vinificazione e sulla produzione di vini di grande qualità, anche se in quantità limitata, furono fondamentali. Il trebbiano divenne in breve tempo il simbolo indiscusso dell’azienda, fonte di ispirazione per molte altre cantine, e uno dei vini bianchi più importanti e rinomati dell’enologia italiana.

AMOROTTI
Gaetano Carboni è l'artefice, dal 2016, della rinascita della cantina Amorotti, attiva a Loreto Aprutino sin dal 1800 ma chiusa da ben 25 anni.
Potrebbe sembrare la bella storia delle vigne del nonno recuperate, ma fortunatamente è molto di più. Da un lato c’è il valore culturale di voler recuperare il palazzo e la cantina per farla funzionare come in origine, sia per ripopolare il centro di Loreto e le attività, sia per la ricerca di una codifica di un metodo di produzione tipico di Loreto. Dall’altro lato, c’è la volontà di riscoprire le proprie radici, riprendendo in mano l’attività di famiglia (da parte della nonna).
Lo stesso Gaetano è il fondatore del centro culturale rurale Pollinaria, e la sua famiglia ha riportato in vita un opificio oleario creato negli anni Ottanta del XIX secolo da un proprio avo, trasformandolo in un museo dell’olio.
È all’interno di questa visione che, coadiuvato dalla scompagna e sommelier Hela Bonaci, è nato il progetto di produzione vinicola. L’idea non era solo quella di fare un vino come una volta, ma di capire quale fosse l’intervento dell’uomo per guidare la fermentazione verso un vino espressivo. La prima fase si è concentrata sul restauro della vigna, convertita in biologico, e successivamente è stata codificata la metodologia di vinificazione tipica di Loreto. Niente tecnologia, fermentazione spontanea e tutto sempre in botte di legno.

La questione dei lieviti spontanei non è un vezzo alla moda, ma lo strumento che dà al vino un’espressione caratteristica. E così, i vini, dalle mille sfaccettature, sono profondi e variegati, ma di grande carattere. Gaetano non ha dubbi: il merito è del patrimonio di lieviti.
Noi crediamo che molto dipenda anche dall’ampia visione del produttore, che pensa il proprio lavoro tra storia e conoscenza scientifica.

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