NO LAND VINEYARD BIANCO BIO 2021 FERLAT
NO LAND BIANCO
Friulano (50%), Ribolla Gialla (30%), Chardonnay (20%)
Questo vino è un omaggio alla classico bianco friulano composto da un uvaggio di varie uve. L’uva viene raccolta tutta nello stesso periodo rispettando un ottimo livello medio di maturazione. Diraspata, pigiata e messa a macerare in vasca di cemento il mosto inizia la fermentazione alcolica.
Il succo rimane a contatto con le bucce per un periodo di 20 giorni; successivamente vengono pressate le bucce per estrarre la rimanente parte. Metà del vino viene messo a riposare in vecchie tonneaux e l’altra metà in vasche di acciaio. Si procede poi ad un affinamento del vino sulle sue fecce fini in modo da donare maggiore complessità olfattiva e gustativa.
La fermentazione malolattica avviene spontaneamente senza intaccare la freschezza e vivacità del vino. L’imbottigliamento avviene l’anno successivo alla vendemmia.
- Tipologia di vino
- Vino bianco fermo
- Filosofia di produzione
- Biologico certificato
- Regione
- Friuli - Venezia giulia
- Zona di produzione
- Friuli Isonzo
- Gradazione alcolica
- 13,00% vol.
- Nazione
- ITALIA
- Formato
- 0,75 L
- Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
- Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
FERLAT SILVANO - Cormons
In origine l'azienda coltivava 5 ettari tutti nella zona della DOC Isonzo, ma su due tipi diversi di terreno: a ridosso delle alture del Collio abbiamo terreni dalle caratteristiche più simili a quelli di collina e per questo dedicati ai vitigni a bacca rossa, mentre nella parte più pianeggiante e ghiaiosa sono coltivate le varietà a bacca bianca. A questi terreni si è aggiunto un vigneto di pinot bianco nella zona del Collio, a dimostrazione della ricerca costante della sfida. Il pinot bianco è una varietà che richiede un’attenta gestione in vigna e la giusta interpretazione nel momento della vinificazione. Moreno Ferlat, ora coaudivato nelle mansioni amministrative dalla socia Federica Tabacchi, è partito da un’azienda storica familiare e, attraverso un’opera di supporto e confronto con la tradizione contadina, è arrivato alla coltivazione biologica, alle macerazioni tradizionali del pinot grigio e della malvasia istriana, ai lieviti indigeni, alle selezioni massali... Così si fanno i vini di terroir!