AUR-OURA VINO  ROSSO DLC  ROCCO DI...

AUR-OURA VINO ROSSO DLC ROCCO DI CARPENETO

Rocco di Carpeneto

Rocco di Carpeneto

Carpeneto (AL)

Disponibile
11,99 €
Tasse incluse

 

ROCCO DI CARPENETO

L’azienda agricola è giovane, ma la maggior parte dei vigneti sonostorici e coltivati biologicamente. C’è un filo conduttore che unisce tuttii vini prodotti da Lidia Carbonetti e Paolo Baretta e che si potrebbe riassumere in una naturale fruttosità. Potenza della natura che entra inmodo differente nei vari vini. I Dolcetti sono spettacolari, polposi, ampie armonici; la Barbera è potente e persistente, con una elegante vena acida. Questi vini sono il contrario dei vini costruiti e calibrati. Unanaturale armonia, frutto della filosofia del produttore che ha valorizzatoe giustamente interpretato tutto: i vitigni autoctoni, i vecchi impianti, levinificazioni tradizionali con lieviti autoctoni e il poco interventismo. Se nella vostra memoria Dolcetto di Ovada significa qualcosa, bevendoi vini di Rocco di Carpeneto vi ricorderete subito il perché. I Dolcetti di Ovada sono unici per intensità e ampiezza e questa azienda contribuisce a ridare la giusta fama a un territorio spesso bistrattato.

“Vorrei essere ricordato solo per una cosa. Per aver contribuito a dimostrare che il Dolcetto è un grande vino. Che non teme confronti con il Barbera e che può invecchiarefelicemente” (Pino Ratto)

L'Aur-Oura è un Monferrato doc Dolcetto, ottenuto da sole uve dolcetto provenienti dai vigneti Gaggero e Vicario -anni di impianto tra il 1970 e il 2000- con rese per ha di ca. 60 q o meno. La fermentazione avviene in vasche di acciaio, con impiego esclusivo di lieviti selvaggi, e macerazioni prolungate (2-3 settimane). Matura poi per almeno 9 mesi, o più, per 2/3 ca in acciaio e per 1/3 ca in un mix di legni piccoli (tonneaux, barriques) prevalentemente non di primo passaggio. Aur-oura è voce del dialetto carpenetese della seconda metà dell'ottocento, e significa "or ora".

Tipologia di vino
Vino rosso fermo
Filosofia di produzione
Naturale
Regione
Piemonte
Zona di produzione
Ovadese
Uve
Dolcetto
Gradazione alcolica
13,50 % vol.
Nazione
ITALIA
Formato
0,75 L
Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
503

ROCCO DI CARPENETO
I vigneti di Rocco di Carpeneto sono situati quasi al confine con il comune di Rocca Grimalda, su un vasto pianalto del fluviale antico, modellato con dolci vallecole e compluvi appena accennati, a una quota media di 270 metri s.l.m. L’intera zona è storicamente vocata alla viticoltura: “le campagne coltivabili dell’Ovadese presentano molti vigneti. [...] Il terreno, quantunque di natura non fertile, e battuto da venti di mare, ciò non pertanto, mercé una diligente coltivazione, si può dire fecondo. Il principale dei prodotti è quello delle uve: i vini che si fanno con la richiesta diligenza, e si lasciano alquanto invecchiare, pareggiano i vini squisiti e generosi della Francia.”
G. Casalisi, Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna, Torino, 1845, Vol. XIII, voce “Ovada”.

L’azienda agricola è giovane, ma la maggior parte dei vigneti sono storici e coltivati biologicamente. C’è un filo conduttore che unisce tutti i vini prodotti da Lidia Carbonetti e Paolo Baretta e che si potrebbe riassumere in una naturale fruttosità. Potenza della natura che entra in modo differente nei vari vini. I Dolcetti sono spettacolari, polposi, ampi e armonici; la Barbera è potente e persistente, con una elegante vena acida. Questi vini sono il contrario dei vini costruiti e calibrati. Una naturale armonia, frutto della filosofia del produttore che ha valorizzato e giustamente interpretato tutto: i vitigni autoctoni, i vecchi impianti, le vinificazioni tradizionali con lieviti autoctoni e il poco interventismo. Se nella vostra memoria Dolcetto di Ovada significa qualcosa, bevendo i vini di Rocco di Carpeneto vi ricorderete subito il perché. I Dolcetti di Ovada sono unici per intensità e ampiezza e questa azienda contribuisce a ridare la giusta fama a un territorio spesso bistrattato.

“Vorrei essere ricordato solo per una cosa. Per aver contribuito a dimostrare che il Dolcetto è un grande vino. Che non teme confronti con il Barbera e che può invecchiare felicemente” (Pino Ratto)

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