Romagna Sangiovese Bertinoro P.Honorii 2016 Magnum Tenuta La Viola
ROMAGNA SANGIOVESE SUPERIORE BERTINORO MAGNUM
P. HONORII
Sangiovese 100%
Petra Honorii era il nome di Bertinoro in epoca medievale ed era anche il nome di questo Sangiovese prima che la presenza sul mercato di una famosa cantina toscana consigliasse l'abbreviazione in P. Honorii.
Questa riserva nasce in una vecchia vigna su ferrose argille rosse e piccoli sassi calcarei, un suolo che dona al vino eleganza, profondità e longevità.
TENUTA LA VIOLA
Recentemente, l'areale produttivo romagnolo è stato diviso in 12 sottozone: in molti sostengonoche questa frammentazione sia solo fonte di confusione, ma noi riteniamo utili le zonizzazioni. Ci siamo concentrati sulla sottozona Bertinoro: Bertinoro è una dolce collina che emerge dalla pianura come un monolito di roccia dall’aspetto spugnoso - uno spungone, come lo chiamano qui -, costituita da un grossolano impasto di gusci e conchiglie marine tenuti insieme da un cemento calcareo. Qui abbiamo incontrato la Tenuta La Viola: l'azienda, condotta dalla famiglia Gabellino fin dal dopoguerra, ha focalizzato il suo impegno negli anni ‘90 sulla coltivazione dell'uva e sulla vinificazione in proprio. La certificazione bio risale al 1999, mentre da qualche anno vengono sperimentate le pratiche biodinamiche.
- Tipologia di vino
- Vino rosso fermo
- Filosofia di produzione
- Biologico certificato
- Regione
- Emila romagna
- Zona di produzione
- Colline Romagnole
- Uve
- Sangiovese
- Gradazione alcolica
- 13,50 % vol.
- Nazione
- ITALIA
- Formato
- 1,5 L - Magnum
- Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze
- Contiene Solfiti maggiori a 10 mg/litro in termini di SO2 totale
TENUTA LA VIOLA
La produzione del vino romagnolo è sempre stata dominata dal Sangiovese, seguito a parecchia distanza dai vini bianchi da uve trebbiano e albana. Per molto tempo, tuttavia, i Sangiovese romagnoli non hanno goduto di grande notorietà, un po’ perché oscurati dai celeberrimi vini a base sangiovese della vicina Toscana e un po’ perché vittime del luogo comune che li voleva rossi anonimi da vigneti di alta resa.
Gli anni duemila sono stati, in Italia, un momento di grande cambiamento dovuto alla comparsa di nuovi produttori o ai cambi generazionali nelle aziende storiche: anche la Romagna è stata teatro di svariati casi di rinnovata virtù che hanno portato un netto innalzamento della qualità. D’altronde le premesse c’erano tutte: c’era la storia e c’era il territorio, con colline dalle condizioni pedoclimatiche uniche. Recentemente, l’areale produttivo romagnolo è stato diviso in 12 sottozone: in molti sostengono che questa frammentazione sia solo fonte di confusione, ma noi riteniamo utili le zonizzazioni.
Ci siamo concentrati sulla sottozona Bertinoro. Bertinoro è una dolce collina che emerge dalla pianura come un monolito di roccia dall’aspetto spugnoso - uno spungone, come lo chiamano qui -, costituita da un grossolano impasto di gusci e conchiglie marine tenuti insieme da un cemento calcareo. Qui abbiamo incontrato la Tenuta La Viola: l’azienda, condotta dalla famiglia Gabellino fin dal dopoguerra, ha focalizzato il suo impegno negli anni ‘90 sulla coltivazione dell’uva e sulla vinificazione in proprio. La certificazione bio risale al 1999, mentre da qualche anno vengono sperimentate le pratiche biodinamiche. Molti affermano che in Romagna i vini sono caratterizzati più dalla mano del produttore che dalla sottozona: non è il caso della Tenuta La Viola; qui la terra dello spungone è ben presente nelle bottiglie con tutta la sua peculiare sapidità ed eleganza. Due qualità che amiamo.